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Tutto ciò che c’è da sapere su pulizia e manutenzione del legno

Il legno è un materiale vivo e di conseguenza necessita di attenzioni e di corretta manutenzione per preservare al meglio le sue caratteristiche. Che si tratti di un mobile o di un parquet, è consigliabile attenersi a semplici accorgimenti:

1) Tenere il mobile in un posto asciutto, e ben aerato.
2) L’umidità eccessiva e il riscaldamento troppo secco provocano rigonfiamenti e fessurazioni.
3) Evitare l’uso di polish per la pulizia, sono abrasivi.
4) I tarli rifuggono la luce e il rumore.
5) L’uso frequente (ogni sei mesi) di una cera mantiene l’elasticità delle fibre limitando fessurazioni.
6) Una cera tintata scura maschera meglio i difetti di finitura e previene la lignina dall’ingrigimento causato dall’azione dei raggi ultravioletti.
7) Spruzzare con spray lubrificanti le cerniere e le parti metalliche in movimento.
8) Strofinare con paraffina tutte le parti scorrevoli.
9) Proteggere le superfici dei tavoli con mollettoni prima di poggiarvi piatti.

I mobili si puliscono con una spazzola morbida e con un buon aspiratore per asportare tutta la polvere e la sporcizia accumulate. La spazzola può essere inumidita di acqua saponata ma bisogna evitare di bagnare troppo il mobile e poi asciugarlo rapidamente prima di procedere con un’eventuale lucidatura a cera. L’impiego principale della cera consiste nel proteggere (“encausto”) i mobili dalla polvere e dall’umidità, conferendo ad essi un aspetto lucido che valorizza la vena del legno. In commercio esistono vari tipi di cera: vergine d’ape, vegetale ed una moltitudine di prodotti contenenti cera, pratici e veloci da utilizzare. La pulizia del mobile con finitura a cera può essere effettuata semplicemente con uno straccio imbevuto di trementina. Se lo sporco è particolarmente tenace bisogna evitare di esercitare una pressione troppo forte nello stesso punto, perché potrebbe schiarire il legno e compromettere gravemente l’estetica del mobile. Per evitare tale inconveniente si versano sulla zona macchiata alcune gocce di trementina, si lasciano agire per qualche minuto, quindi si strofina la macchia.

Manutenzione delle parti mobili
L’ applicazione di materiali lubrificanti tra parti in movimento serve a ridurre al minimo gli attriti che si vengono a formare. Per un loro corretto scorrimento delle parti in movimento (cassetti, cerniere delle ante, estrattori guide) è necessario provvedere a rimuovere periodicamente la polvere dalle guide e dalle cerniere con un panno morbido e comuni detergenti. Per lubrificare, quando è necessario, si usano comuni prodotti in commercio, ma è meglio evitare quelli abrasivi. Tra i lubrificanti più usati vi sono gli oli e i grassi. Mentre i primi sono di più facile applicazione i secondi presentano il vantaggio di rimanere più a lungo nel punto in cui vengono applicati. Il grasso si acquista in barattoli (per applicazione a pennello) e in tubetti, oppure in pratiche confezioni spray. Quando si lubrifica un meccanismo con il grasso prima bisogna sempre pulirlo ed evitare che sia bagnato per impedire la formazione di “morchie”.

I graffi
Legno e graffi. Se il graffio è in superficie è sufficiente la carteggiatura e una passata di vernice. Per un mobile in massello graffiato è invece necessario procurarsi un ferro da stiro, di quelli antichi (completamente in ferro) e riscaldarlo su di un fornello. Poi si adopera un panno intriso d’acqua: lo si fa gocciolare sulla parte da trattare. Se il graffio non è molto profondo è bene lasciare stagnare l’acqua almeno per quaranta minuti. Quindi la punta del ferro caldo deve essere passata lungo il graffio finché l’acqua non scompare ed il sollevamento delle fibre riempie il graffio. Quando tutto sarà asciutto passare la carta vetrata delicatamente e levigare la parte interessata. Infine si può procedere alla finitura con cera o con altro materiale.

Il legno e gli insetti
Gli insetti xilofagi (tarli, capricorni delle travature) sono i peggiori nemici del legno. Essi vi depongono le loro uova e, dopo la schiusa, divorano il legno nel corso dei mesi creando gallerie. La soluzione migliore sarebbe giocare d’anticipo applicando sul legno sano dei prodotti protettivi. Invece, quando il legno è ormai infestato, bisogna esaminarlo ed osservare i fori dei tarli con una lente di ingrandimento:se essi sono puliti all’interno e i bordi sono ben disegnati e continui significa che i tarli sono fuoriusciti da poco e che, probabilmente, altri tarli stanno ancora agendo all’interno. In questo caso è necessario procedere a un intervento di “avvelenamento” antitarlo.

Se, invece, i fori sono parzialmente occlusi da polvere e cera, ed i bordi dei fori sono sfrangiati, significa che i tarli hanno da tempo abbandonato il legno e si può passare direttamente all’opera di ripristino della superficie.

Il modo più sicuro e definitivo per sconfiggere i tarli consiste nell’esporre il mobile a particolari fumi tossici che, oltre ad avvelenare l’insetto e le sue larve, impregnano il legno in modo che neanche in futuro l’insetto possa allignarvi.

Un altro intervento consiste nell’avvelenare uno strato di legno il più possibile profondo in modo da uccidere le larve o gli insetti adulti che vi fossero nascosti. L’avvelenamento del legno, inoltre, impedisce che altri insetti possano nutrirsi delle fibre del legno. Per ottenere questo risultato sono disponibili in commercio liquidi di tipo diverso, ma con caratteristiche simili. Non sono particolarmente pericolosi da maneggiare ma, trattandosi pur sempre di veleni, vanno utilizzati con attenzione e tenuti in posti non facilmente accessibili ai bambini.

Prima di procedere all’intervento, il legno va pulito accuratamente in modo da asportare eventuale sporco che impedirebbe un diretto contatto col liquido antitarlo. Il liquido può essere applicato sul legno a pennello, con passate successive, mentre una parte di esso può essere inserita all’interno del legno iniettandolo con una siringa, dentro ai fori dei tarli.
Questi fori, ricordiamo, sono di uscita, per cui all’interno l’insetto non vi è più, però queste gallerie vengono riutilizzate dagli insetti adulti per porvi altre larve, quindi l’intervento è particolarmente utile. Il foro, che è piuttosto lungo e raggiunge l’interno del legno, permette al liquido di essere assorbito dagli strati più profondi avvelenando le fibre ancora più interne.

La verifica
Il trattamento va ripetuto due o tre volte nell’arco dell’anno, a partire dall’autunno. Durante l’estate occorre tenere sotto controllo il legno per verificare se altri tarli fuoriescono. Se ciò accade si ripete il trattamento, se invece i tarli sono scomparsi si passa alla seconda fase dell’intervento.

La manutenzione del parquet
Per una manutenzione efficace e duratura del parquet, basta semplicemente passare un panno umido sulle superfici, con l’eventuale aggiunta di prodotti specifici. La verniciatura è la finitura più frequente: deve essere effettuata da personale specializzato, in totale assenza di polvere, meglio se prima di montare porte e battiscopa.
L’aspetto finale del pavimento varia in base al tipo di vernice utilizzata. Generalmente ne vengono stese due o tre mani, lasciando asciugare bene il prodotto tra una mano e quella successiva.
Oltre alle tradizionali sintetiche, esistono in commercio anche tipi di vernici ecologiche all’acqua. La finitura “a cera” conferisce al pavimento un aspetto naturale, lasciando respirare il legno, ma richiede un maggior impegno per quanto riguarda la manutenzione. Il trattamento di stesura e lucidatura del prodotto, infatti, deve essere frequente e richiede più tempo.La finitura “a olio” valorizza la bellezza del legno donando un aspetto finale opaco, non lucido al pavimento.

Articolo tratto da: design.repubblica.it